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VEICOLI IN SERVIZIO DI SOCCORSO E POLIZIA: SONO SANZIONABILI?

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I conducenti dei veicoli in servizio di soccorso e polizia, come noto, possono non osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale (art. 177 Codice della Strada). Ciò, ovviamente, a condizione di utilizzare  contestualmente i sistemi di allarme visivo ed acustico (le c.d. “sirene”).

Nel caso in cui la loro condotta di guida causi danni o lesioni, tuttavia, è solo per questo esclusa ogni loro sanzionabilità? E’ un tema di cui si è occupata la recente pronuncia della Corte di Cassazione Penale, sentenza n. 28178 del 6 luglio 2021.

 

veicoli in servizio di soccorso

(Foto di Jonas Augustine su Unsplash free)

 

La Corte di Appello di Bologna aveva condannato un vigile del fuoco per il reato di lesioni gravi colpose di cui all’art. 590-bis cod. pen.. Durante il servizio, l’autopompa da lui condotta, con i dispositivi visivi e acustici di emergenza in funzione, aveva infatti investito una pedone che attraversava sulle strisce pedonali, a luce semaforica per lei verde.

Avverso tale sentenza, ricorreva per cassazione l’imputato. Al momento del fatto, a suo dire, egli faceva affidamento sulla percezione, da parte degli altri utenti della strada, del suo sopraggiungere, annunciato dalle sirene.

Non sarebbe rientrato nella prevedibilità di un uomo coscienzioso, dunque, il transito di persone distratte, come la persona offesa. Era acclarato, infatti, che questa stava ascoltando, con cuffie auricolari, musica ad altissimo volume, tanto da non accorgersi dell’autopompa in arrivo.

LA SENTENZA 28178/2021

La Corte di Cassazione ha rammentato come, a norma dell’art. 177 Codice della Strada, i conducenti di veicoli in servizio di soccorso, pur se autorizzati a violare le norme di comportamento, sono comunque tenuti al “rispetto comunque delle regole di comune prudenza e diligenza”.

Pertanto, “pur potendo tenere una velocità superiore al consentito, allorché giungano in prossimità di un incrocio percorso da altri veicoli con diritto di precedenza, devono verificare, prima di immettersi nell’incrocio medesimo, che i conducenti abbiano avvertito la situazione di pericolo e abbiano posto in essere le opportune manovre per concedere la precedenza al veicolo favorito (Sez. 4, n. 37263 del 19/09/2002)”.

Nel caso di specie, bisognava tener conto delle condizioni della strada e del traffico ed in particolare della presenza dell’incrocio con passaggio pedonale, della luce semaforica rossa per il mezzo di soccorso e verde per i pedoni, dell’ingombro dell’autobus fermo sulla corsia adiacente, che riduceva la visuale ed impediva di verificare il transito di eventuali pedoni, dell’ora di punta e del giorno feriale, che rendevano altamente prevedibile il passaggio di passanti“. L’imputato, pertanto, avrebbe dovuto verificare che nessun pedone avesse iniziato o proseguito l’attraversamento e conseguentemente di rallentare ed anche arrestare il mezzo (proprio in considerazione della ridotta visibilità).”

Tra l’altro, proprio l’ingombro dell’autobus diminuiva fortemente la visibilità e richiedeva, dunque, una prudenza ancor maggiore.

In considerazione di ciò, la Corte di Cassazione rigettava il ricorso, confermando la condanna a carico del vigile del fuoco.

Avv. Emanuele Parlati