Diritto d’autore e internet – confini e tutela
palmerini parlati sena Diritto d’autore e internet
Categoria: 
Legale

Il Diritto d’Autore, vale a dire quella branca del diritto di proprietà intellettuale che riguarda e fornisce tutela alle opere di creazione artistica, è tutelato nell’ordinamento italiano, oltre che dagli artt. 2575-2583 del codice civile, anche e principalmente dalla L. 633/1941 (Legge sul Diritto d’Autore o L.D.A.), nel tempo costantemente aggiornata e rimodulata – in particolare, per quel che attiene ai cambiamenti legati alle nuove tecnologie informatiche, dal D.Lgs. 68/2003, in attuazione delle direttive europee in materia. Prima di entrare nel dettaglio degli aspetti giuridici del Diritto d’Autore posto in relazione con il mondo di internet, è opportuno operare una rapida sintesi della disciplina generale del D.A. nel nostro sistema di diritto.
L’art. 1 della Legge sul Diritto d’Autore precisa che sono protette dal diritto d’autore “le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione”. Per individuare le opere tutelate dal D.A., giurisprudenza e la dottrina si soffermano sugli elementi di novità (opera non già esistente o opera che comunque risulti nuova rispetto allo stato delle conoscenze attuali) e originalità. È, inoltre, necessario che l’opera sia espressa in una qualche forma e appartenga, o sia riconducibile, ai generi protetti dalla legge sul diritto d’autore, indipendentemente dall’eventuale pratica utilità.
Il Diritto d’Autore (in ordinamenti di “civil law” come quello italiano) è automaticamente attribuito a titolo originario, già con la semplice creazione dell’opera, all’autore dell’opera stessa o ai suoi aventi causa secondo le norme di legge (le forme di deposito o di registrazione dell’opera sono praticate anche nel nostro ordinamento, più che altro al fine di attribuire una data certa alla creazione e poter provare l’anteriorità della proprietà intellettuale in caso di controversie), contrariamente a quanto avviene nei sistemi di “common law” (in particolare Stati Uniti e Gran Bretagna), in cui il copyright nasce solo con il deposito dell’opera all’Ufficio Copyright.
La L.D.A. riconosce al titolare il diritto morale ed i diritti di utilizzazione dell’opera (o diritti patrimoniali). Il diritto morale è il diritto alla paternità dell’opera, ad essere riconosciuto autore di quell’opera, è un diritto inalienabile, è indipendente dai diritti patrimoniali, dopo la morte dell’autore può essere fatto valere dagli eredi senza limiti di tempo. Tra i diritti patrimoniali riconosciuti dalla L.D.A. vi sono il diritto alla pubblicazione dell’opera, coincidente con la prima forma di utilizzazione economica della stessa, il diritto di riprodurre copie in qualsiasi modo, il diritto di rappresentare in pubblico, il diritto di diffondere con un mezzo di diffusione a distanza, il diritto di distribuzione, il diritto di tradurre, di elaborare, il diritto di noleggio e di prestito delle biblioteche. A tutela di tali diritti, oltre alle ipotesi di risarcimento dei danni sul piano civilistico, sono previste anche delle sanzioni penali (es. artt. 171 ter e 174 ter L.D.A.).
Esaminiamo ora le varie tutele poste a difesa del Diritto d’Autore con riferimento alle differenti tipologie di opera.
Per quanto attiene ai testi originali (ivi inclusi quelli di brani musicali) che abbiano il carattere minimo di creatività e pure se espressi in forma orale (es. mediante audio registrazione), essi non possono essere copiati, riprodotti (anche in altri formati o su supporti diversi) senza il consenso dell’autore, né è possibile appropriarsi della loro paternità. L’art. 70 L.D.A. consente solo, in via eccezionale il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o parti di opere letterarie, purché vengano citati l’autore e la fonte, e non si agisca a scopo di lucro, sempre che tali citazioni non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera stessa. Nessun limite di legge sussiste invece per la riproduzione di testi di autori morti da oltre settant’anni.
Diversa la tutela normativa fornita alle e-mail che, rappresentando una forma di corrispondenza, sono sottoposte al divieto di rivelazione, violazione, sottrazione, soppressione previsto dagli artt. 616 e 618 del codice penale.
Parimenti tutelato è il Diritto d’Autore con riferimento alla distribuzione on line di musica, mp3, MIDI files, opere cinematografiche, filmati. La distribuzione e lo scambio di materiale musicale e/o di filmati che avviene tra utenti della rete, in tutti i vari formati, è infatti da considerarsi illegittima se non espressamente autorizzata dall’autore o da chi detiene i diritti economici dell’opera. Anche in questo caso, detti limiti non sussistono per la riproduzione di musica di autori morti da oltre settant’anni (o dopo settant’anni la morte dell’ultimo dei coautori nel caso delle opere cinematografiche, normalmente realizzate congiuntamente da più soggetti: regista, sceneggiatore, compositore, ecc.). Restano in tal caso salvi, comunque, i diritti dovuti a chi ha eseguito e prodotto le registrazioni.
La tutela dell’opera, è opportuno precisarlo, non viene meno neppure con riferimento ai c.d. MIDI files, che in quanto elaborazione dell’opera originale, non possono neanch’essi essere utilizzati in alcun modo senza il consenso dell’autore.
Anche programmi informatici, software, codici, layout sono tutelati dal diritto d’autore, in particolare dalle norme di cui alla L. 248/2000 che hanno previsto particolari ipotesi di reato per i casi di contraffazione e pirateria informatica aventi ad oggetto anche i programmi per elaboratori.
Facendo, infine, riferimento alle riproduzioni fotografiche, bisogna verificare se le fotografie hanno o meno un carattere artistico. Nel caso si tratti di semplici opere fotografiche, al fotografo spettano i diritti esclusivi di riproduzione, diffusione e spaccio (art. 88 L.D.A.), che rimangono tutelati per un ventennio. A tal fine, l’art. 90 prevede che ogni esemplare della foto debba contenere il nome di chi detiene i diritti di utilizzazione economica (fotografo, datori di lavoro o committente), l’indicazione dell’anno di produzione della fotografia e, se la foto riproduce un’opera d’arte, il nome dell’autore dell’opera d’arte fotografata. In caso di mancanza di tali informazioni, la riproduzione delle foto non si considera abusiva sempre che il fotografo (o il suo datore di lavoro) non provino la malafede di chi le ha riprodotte.
Le foto artistiche, invece, in base alla L. n. 247/1953, vengono considerate alla stregua di opere dell’ingegno e la loro tutela non è subordinata ad alcuna formalità e la durata della tutela si estende sino al settantesimo anno successivo alla morte dell’autore, e non al solo ventennio successivio alla realizzazione.
Per i ritratti, infine, la legge impone che chiunque esponga, riproduca o metta in commercio una fotografia rappresentante l’immagine di una persona, deve preventivamente ottenere il consenso di questa (art. 96 L.D.A.). Il consenso non è necessario se la persona è di particolare notorietà o se è fotografata in virtù di qualche ufficio pubblico che ricopre, o per ragioni di giustizia o di polizia, oppure per scopi scientifici, didattici, culturali, o ancora se la riproduzione è legata a fatti, avvenimenti, cerimonie di pubblico interesse o che comunque si sono svolte in pubblico, purché che l’esposizione o la messa in commercio non arrechino pregiudizio alla reputazione ed al decoro della persona ritratta. Se viene ritratto un personaggio pubblico, la sua immagine non può essere utilizzata – senza la necessaria autorizzazione – per fini diversi dal dare notizie o informazioni su tale personaggio.
Tali aspetti di tutela dell’opera fotografica, peraltro, non vengono meno neppure in ambito di social network come confermato da una recente pronuncia del Tribunale Civile di Roma (sez. 9, giugno 2015), in base alla quale la libertà di utilizzo dei contenuti pubblicati dagli utenti con l’impostazione pubblica “non riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale degli utenti, rispetto ai quali l’unica licenza è quella non esclusiva e trasferibile concessa a Facebook”.
Chi pubblica immagini su Facebook concede, infatti, alla piattaforma una licenza non esclusiva che è legata alla messa a disposizione delle stesse immagini sul social network, e che può riguardare anche attraverso l’opzione “pubblico” la visione al di fuori del social network.
Questo però non significa che la foto possa essere prelevata ed usata in altri media liberamente, né che questo possa accadere senza il consenso del titolare e delle persone ritratte, a maggior ragione quando siano coinvolte anche terze persone.