Nessun risarcimento per il danno imprevisto riportato dopo una vaccinazione obbligatoria
Responsabilità civile medica
Categoria: 
Civile

Nessun risarcimento per il danno imprevisto riportato dopo una vaccinazione obbligatoria 
 
Con recente pronuncia n. 21177/2015 (cfr.testo integrale), la Corte di Cassazione, a conferma della decisione adottata dal giudice di merito in tutti gli stati del giudizio, ha affermato il seguente principio di diritto : “Nessun risarcimento per il danno imprevisto riportato dopo una vaccinazione obbligatoria se il medico ha fatto l'iniezione in maniera corretta e nel rispetto del protocollo sanitario”
Risultato, quest'ultimo perseguibile, solo a seguito della dimostrazione da parte del medico che l'insuccesso dell'intervento, rispetto a quanto concordato con il paziente, sia riconducibile ad un evento a sé non imputabile.
La vicenda ha tratto origine dal ricorso proposto da una donna napoletana dinanzi alla pretura di Torre Annunziata, nei confronti dell'Azienda Ospedaliera Locale, per chiedere ed ottenere la condanna al risarcimento dei danni subiti a seguito di una iniezione intramuscolare nell'ambito di una vaccinazione obbligatoria antitifica. Secondo quanto sostenuto dalla ricorrente, il medico, effettuando l'iniezione, aveva toccato e danneggiato il nervo circonflesso, causando così alla stessa grave pregiudizio.
La domanda era stata respinta, nel merito, sia in primo che in secondo grado. La consulenza tecnica svolta dinanzi al giudice di primo grado accertava, sì, l'esistenza del nesso causale tra la vaccinazione e il danno riportato dalla paziente ma, al tempo stesso, escludeva la responsabilità della dottoressa. L'attività posta in essere dalla stessa si era , infatti, svolta nel pieno rispetto delle norme previste dal protocollo in materia di vaccinazione obbligatoria. Il danno non poteva che ricondursi al caso fortuito, nel caso di specie, rappresentato dall'andamento variabile e imprevedibile del nervo circonflesso.
Con la sua recente statuizione, la Suprema Corte di legittimità rimarca un altro importante principio relativamente alla ripartizione dell'onere della prova rimarca, già espresso in una sua precedente pronuncia: “nei giudizi di risarcimento del danno causato da attività medica, l’attore ha l’onere di allegare e di provare l’esistenza del rapporto di cura, il danno ed il nesso causale, mentre ha l’onere di allegare (ma non anche di provare) la colpa del medico; quest’ultimo, invece, ha l’onere di provare che l’eventuale insuccesso dell’intervento, rispetto a quanto concordato o ragionevolmente attendibile, è dipeso da causa a sé non imputabile”(cfr. Cassazione n. 17143/2012).;