Dubbi circa l'applicabilità del D.P.C.M. 13/2014alle notifiche a mezzo P.E.C. ex L. 53/94
Dubbi circa l'applicabilità del D.P.C.M. 13/2014alle notifiche a mezzo P.E.C. ex L. 53/94

Dubbi circa l'applicabilità del D.P.C.M. 13/2014alle notifiche a mezzo P.E.C. ex L. 53/94
 
Con l'entrata in vigore l'11 febbraio 2015 del D.P.C.M. 13 novembre 2014 (Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici nonchè di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni ai sensi degli articoli 20, 22, 23-bis, 23-ter, 40, comma 1, 41, e 71, comma 1, del Codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005), si pone il dubbio se la modalità di asseverazione di conformità in essa prevista debba o meno essere applicata alle notifiche effettuate tramite Posta Elettronica Certificata.
 
L'art. 18 del D.M. 44/11 al comma 4 prevede che, “l'avvocato che estrae copia informatica per immagine dell'atto formato su supporto analogico compie l'asseverazione prevista dall'art. 22, comma 2, del codice dell'amministrazione digitale, inserendo la dichiarazione di conformità all'originale nella relazione di notificazione, a norma dell'articolo 3 bis della legge 21 gennaio 1994, n. 53”.
Da tale normativa si evince, dunque, come l'avvocato che voglia estrarre da un fascicolo informatico la copia di un atto sia tenuto ad inserire all'interno della relata di notifica l'attestazione di conformità all'originale.
 
L'art. 4 del D.M.P.R.13/2014 (entrato in vigore entrata in vigore in data 11 febbraio 2015) prevede invece che “laddove richiesta dalla natura dell'attività, l'attestazione di conformità delle copie per immagine su supporto informatico di un documento analogico di cui all'art. 22, comma 2, del Codice, può essere inserita nel documento informatico contenente la copia per immagine”.
 
La distinzione tra le due disposizione normative appare evidente: l'art. 18 del D.M. 44/2011 stabilisce che l'asseverazione di conformità all'originale deve essere compiuta dall'avvocato che ha l'intenzione di notificare un atto contenuto nel fascicolo informatico; diversamente l'art. 4 del D.P.C.M. statuisce che tale attestazione può (e non deve), invece, essere contenuta nel fascicolo informatico, non prevedendo dunque nessun obbligo in capo all'avvocato.
 
Tale distinzione, unitamente ad altre, ha indotto una parte della dottrina a ritenere che la disciplina contenuta nel D.P.C.M. 13/2014 non debba ritenersi applicabile alla disciplina contenuta nella L. 53 /94.
 
Un' ulteriore motivazione avanzata dalla dottrina e diretta ad escludere l'applicabilità di tale decreto sarebbe da ricondurre alla presenza nel nostro ordinamento della legge 22 febbraio 2010 n. 24.
L'articolo 4 della suindicata legge, infatti, conferendo la delega al solo Ministro della Giustizia di predisporre e delineare attraverso propri decreti tecniche in campo di informazione e comunicazione sia nel processo civile che in quello telematico, impedirebbe al D.P.C.M.13/2014 - non essendo lo stesso stato emanato dal Ministro della Giustizia -di produrre i suoi effetti sul processo civile telematico.
A tutto questo si aggiunga l'attività del Consiglio Nazionale Forense. Quest'ultimo ha sollevato una formale istanza avverso il Ministro della Giustizia affinché con apposito provvedimento elimini ogni dubbio in ordine all'applicazione o meno del D.P.C.M. 13/2014 al processo telematico e, dunque, anche alle notifiche a mezzo pec.
Le ragioni di tale istanza sarebbero sostanzialmente da ricondurre al fatto che, l'applicazione di tale normativa - con tutti i formalismi tecnici che ne deriverebbero - comprometterebbe la semplicità e speditezza che il processo civile telematico dovrebbe saper garantire.