La notifica a mezzo P.E.C. di un atto giudiziario
La notifica a mezzo P.E.C. di un atto giudiziario
Categoria: 
Legale

La notifica a mezzo P.E.C. di un atto giudiziario
 
Ai sensi della legge n. 53/1994 ex art.3 bis, la notifica degli atti giudiziari a mezzo di Posta Elettronica Certificata degli atti giudiziari può essere effettuata in proprio dall'avvocato.
Peraltro, a seguito della modifica apportata dall'art. 46 del d.l. n. 90/2014 alla legge n. 53/1994, l'avvocato può effettuare tale notifica senza avere più la necessità di chiedere la preventiva autorizzazione al Consiglio dell'Ordine di appartenenza.
Preliminarmente, occorre, sottolineare che, per poter usufruire dei benefici della notifica telematica e far sì che la stessa produca effetti giuridici, sia il mittente, sia il destinatario, devono essere in possesso di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata, che risulti da pubblico registro.
 
- Per poter notificare un atto giudiziario predisposto dall'avvocato, è necessario che esso sia salvato in formato .pdf e, successivamente, sottoscritto dello stesso avvocato mediante firma digitale.
Si precisa che l'atto giudiziario deve essere esportato in formato .pdf c.d. “nativo” (ovvero esportato direttamente dall'editor di testo) e non acquisito per immagine a mezzo di uno scanner.
Inoltre, a fronte delle innovazioni normative introdotte dal D.P.C.M. 13 novembre 2014 (entrate in vigore in data 11.02.2015), pur tenuto conto di tutti i dubbi di applicabilità delle stesse alla presente procedura – dei quali si parlerà approfonditamente con separato articolo – si suggerisce di estrarre (tramite la procedura qui indicata) la c.d. “impronta digitale” del file notificato, ovvero un codice alfanumerico che andrà poi riportato nella relata di notifica.
 
- Documento ulteriore e necessario per la notifica di un atto, è la procura alla lite.
Nelle ipotesi di procura alla lite cartacea, l'avvocato deve dapprima provvedere alla scansione del file e, poi, procedere alla controfirma tramite firma digitale.
Diversamente, quando la procura viene creata digitalmente, è necessaria sia la firma digitale del cliente, sia la controfirma dell'avvocato.
Anche di questo file è opportuno estrarre l'impronta digitale.

 
- Infine, documento indispensabile per l'invio di un atto tramite P.E.C., è la relata di notifica su documento informatico separato. La relata di notifica per essere valida, deve attenersi alla disposizione dell'art. 3 bis, comma 5 della legge n. 53/1994 (che ne stabilisce il contenuto minimo) e deve anch'essa essere sottoscritta con firma digitale.

A titolo esemplificativo, a questo link è riportato un modello di relata di notifica tramite P.E.C.

 
Successivamente alla redazione degli atti suddetti è possibile procedere all'invio del messaggio. Per avere la certezza che l'esito dell'invio sia positivo, colui che effettua la notifica deve attendere due email: una, inviata dal proprio gestore, che attesti l'accettazione del messaggio (RAC : ricevuta accettazione), l'altra, inviata dal gestore del destinatario che attesti, invece, l'avvenuta consegna (RdAC: ricevuta di avvenuta consegna). Se il notificante ha ricevuto entrambe le ricevute (RCA-RdAC), la stessa si intende perfezionata e, la mancata lettura dell'atto da parte del destinatario non ha la capacità di inficiare la sua validità.
 
Vedi anche:
Notifica a mezzo P.E.C. di un atto contenuto nel fascicolo informatico del processo telematico
Il deposito degli atti notificati dall'avvocato tramite P.E.C.
Dubbi sull'applicabilità del  del D.P.C.M. 13/2014 alle notifiche a mezzo P.E.C. ex L. 53/94